IL CASTELLO DI BURIO
Il Castello di Burio, ultimo rimasto degli antichi castelli esistenti nel Costigliolese che resistette all’ usura del tempo e delle guerre, sorge su di una collina a sud di Costogliole e domina dall’ alto le valli Tinella ad ovest e Nizza ad est.
Esso prende il nome da EUBURIATES, termine che stava a denominare l’ antica zona abitata dagli Euburiati.
Si tratta di una costruzione sorta nell’Alto Medioevo, probabilmente eseguita da consorterie di muratori tedeschi, che porta il segno di aggiunte avvenute in epoche successive, ma che non ne hanno intaccato l’armonia architettonica.
Esso è dotato di ponte levatoio dello stesso stile e, verosimilmente, della stessa epoca di quello del castello sforzesco di Milano. Ha due torri, ma attraverso studi condotti da esperti, si ipotizza che in origine fossero tre. I muri del castello hanno lo spessore di due metri.
Si ha notizia del borgo di Burio, soltanto dal 76 d.C., quando pare fosse dipendente da Asti. Successivamente fu compreso nel contado di Loreto e nel 1145 diventò proprietà del conte Oddone Boverio.
Dopo la distruzione di Loreto, si succedettero alla sua signoria numerosi nobili famiglie, l’ultima delle quali fu quella dei conti Lanzavecchia. Questa da più secoli resiedeva nel castello di Burio e qui vi rimase fino agli inizi del Novecento; diede i natali a uomini illustri che si distinsero soprattutto nel campo militare.
Mentre i signori di Costigliole godevano di numerosi diritti, come quello di „banos“, di „fodro“, di „pedaggio“, eccetera, il feudatario di Burio godeva soltanto del diritto di pedaggio, il quale veniva esatto al Burello, località posta tra i Sabionassi e la val Cioccaro, e al Boglietto.
A Burio risiedeva pure il podestà, il cui compito era quello di decidere sulle contese, ma per quanto riguardava i ricorsi in apello, si doveva rivolgere al podestà di Costigliole. (Il podestà di quell’epoca era un magistrato con la funzione di giudice.)
Nel 1617, durante la guerra tra i francesi e gli spagnoli per la successione al Monferrato, il comandante delle truppe spagnole, prima di abbandonare la località, lasciò a presidiare il castello di Burio una compagnia di tirolesi, ma gli abitanti del luogo, mal sopportando quell’intrusione, cacciarono la guarnigione dopo due giorni di attacco al castello.
Secondo la tradizione, univa il castello di Burio al castello di Loreto un sottopassaggio che rendeva possibili i collegamenti tra i due luoghi, specialmente necessari in tempo di guerra, al riparo dalle milizie nemiche.
Il castello di Burio, negli anni quaranta, fu sede dei frati dell’Ordine di don Orione, i quali officiavano nella cappelletta del castello, attualmente sconsacrata.
Secondo studi fatti da Fermo Cerutti, storico residente a Boglietto, risulta che l’antico Boglietto, fino al tempo precedente la costruzione della ferrovia, era situato sul Bricco, oggi villa Ebrille, distante seicento od ottocento metri dal castello di Burio, e doveva essere stato in antico un piccolo avamposto del castello da cui deriva il nome, com’è riportato in altra parte del presente lavoro.
GIUSEPPE BOLOGNA & CHIARA VEGLIA (Costigliole d’Asti VISIONE STORICA, 1999)
Varcando il Tanaro dopo Govone si entra nella terra del Monferrato e il castello di Burio, purtroppo in cattive condizioni, ci indica con la vicina Costigliole quale doveva essere l’ importanza dell’ antico comitato di LAURETUM (Loreto) il cui nome sembra derivasse dalle folte macchie di lauro su queste colline quando i Romani, sconfitti i Liguri, vi fondarono un centro fra il Tanaro e il Belbo.
Nel secolo IX, Loreto entrò a far parte della marca aleramica, poi all’ inizio del secolo XII appartenne a Bonifacio del Vasto, anch’ egli di discendenza aleramica e capostipite dei marchesi di Saluzzo.
I nuovi signori di Loreto si scontrarono ripetutamente con gli Astigiani e i Savoia. Divisioni ereditarie, guerre, compravendite portarono nella zona una ridda di signori e di eserciti finché intorno al 1250 l’ ultimo feudatario Manfredo II, soldataccio di ventura che aveva servito un po’ dovunque nelle truppe dell’ imperatore Corrado II, passò ai guelfi. Nonostante ciò gli Astigiani assalirono Loreto nel 1255 e la distrussero. Di poco successivo a questi avvenimenti dev’ essere il castello di Burio, rimaneggiato poi in varie epoche, come denunciano i differenti stili architettonici, che tuttavia si fondono abbastanza bene nel complesso della massiccia mole.
castelli del Piemonte, (Automobile Club d’ Italia, Introduzione di Tullio Forno,1967)